Ciò che pensiamo

23 Ottobre 2023

Nelle ultime settimane siamo entrati sul terreno di gioco accompagnati dalla bandiera palestinese e ieri con uno striscione.

Non pretendiamo di fare approfondite analisi politiche in queste poche righe, anche se siamo e saremo sempre vicini alle popolazioni oppresse nel mondo e lo comunichiamo utilizzando i nostri spazi.

Oltre ai dati, quello che ci porta ad un’attenta riflessione è il fatto che telegiornali, programmi di approfondimento e carta stampata nella maggior parte dei casi negli ultimi giorni propinino servizi attenti a sottolineare e a giustificare le pratiche e i sanguinosi raid israeliani a danno delle popolazioni di Gaza.

Sembra che si legittimino le azioni dell’esercito israeliano dopo l’attacco del 7 ottobre e che si attribuisca a loro il diritto di bombardare civili, ospedali, scuole ed abitazioni alla ricerca dei capi di Hamas sotto lo slogan “Israele ha il diritto di difendersi”… Ci vogliamo discostare dalla narrazione dicotomica del buono e del cattivo, cadremmo i semplificazioni utili solo a chi vuole che questo conflitto non termini mai. Non siamo né con Hamas né tantomeno con Israele, ma con le donne e gli uomini palestinesi che da 75 anni subiscono soprusi uccisioni sommarie e occupazioni illegittime, per questo scendiamo in campo con la bandiera che rappresenta questo popolo.

I numeri in continuo aggiornamento di questi giorni ci parlano di 4100 vittime al quattordicesimo giorno di conflitto di cui il 30% bambini, circa 18.000 feriti e infrastrutture distrutte lasciando circa 200.000 palestinesi senza un riparo dai continui bombardamenti, parliamo di più di 7000 tonnellate di bombe sganciate da Israele sulla striscia di Gaza. Nel silenzio mediatico occidentale il ministro della difesa israeliano Gallant ha definito i palestinesi animali umani da sopprimere, lo stanno facendo con le armi, con la chiusura della fornitura di acqua, gas ed elettricità e impedendo l’arrivo di medicinali e di risorse attraverso corridoi umanitari.

È difficile credere come l’occidente voglia la pace, quando per anni si è preferito il silenzio davanti alle violenze israeliane, quando sappiamo che gli Stati Uniti sostengono l’esercito israeliano con quasi 4 miliardi di dollari all’anno, quando l’Europa compatta, compresa l’Italia, sostiene gli occupati in Ucraina e gli occupanti in Palestina. Alla luce di tante atrocità non possiamo rimanere indifferenti, l’unico modo possibile è riconoscere il diritto di un territorio palestinese e porre fine all’occupazione delle terre.

“IL PRIMO GIORNO DI PACE SARÀ L’ULTIMO DI OCCUPAZIONE“

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